La Conservazione della Memoria nell'Arte della Ceramica
The Preservation of Memory in the Art of Ceramics


Grottaglie, Museo della Ceramica 15 maggio - 30 giugno 2008

SITI DELLA CERAMICA DELL'EURO REGIONE ADRIATICA:
catalogazione informatizzata, conservazione, gestione e valorizzazione
Sistema Ceramico Adriatico (S.C.A.)
Location of ceramics from the Adriatic Euro Region:
computerised cataloguing, handling and development

MESSA IN RETE DEI DATI CATALOGRAFICI DELLA CERAMICA DI AREA ADRIATICA   THE NETWORKING OF CATALOGUED DATA OF CERAMICS FROM THE ADRIATIC AREA
L’obiettivo generale del Programma di Iniziativa Comunitaria INTERREG IIIA, nella versione Transfrontaliero Adriatico “Nuovo Programma di Prossimitá Adriatico”, è quello di promuovere lo sviluppo socio-economico e la cooperazione tra i Paesi dell’Area Adriatica: di conseguenza, si tratta di uno strumento che più di ogni altro può contribuire alla formazione di una “euro-regione adriatica”.

Le aree ammissibili al Programma, sul versante italiano, sono le Province appartenenti a Regioni che si affacciano sul Mare Adriatico e, sul versante estero, l’intero territorio dei Paesi del- l’Adriatico Orientale (PAO): Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Alba- nia, Serbia e Montenegro.

Il programma prevede il rafforzamento, in tutte le comunità locali partecipanti, della convinzione d’appartenenza ad un’unica comunità adriatica, la cui costruzione è la finalità del programma. Di conseguenza, il programma mira a realizzare un sistema standard di qualità di vita che sia comune alle varie popolazioni e che risulti sempre più compatibile con i corrispondenti standard comunitari.
The overall objective of the Adriatic Cross Border INTERREG IIIA Com- munity Initiative Programme entitled “Adriatic New Neighbourhood Programme” is to promote social-economic development and cooperation among the nations of the Adriatic Area; therefore, it is an instrument that can contribute more than any other to the creation of an Adriatic Euro-Region.

The areas eligible for the Programme on the Italian front are the Provinces belonging to the Regions along the Adriatic coastline while, on foreign shores, the entire territory of the Eastern Adriatic Countries (PAO): Croatia, Bosnia and Herzegovina, Albania, Serbia, and Montenegro is eligible to participate.

The programme aims to increase awareness by the local communities in- volved of their belonging to one Adriatic community, whose creation is the goal of the programme. Therefore, the programme aims to help the different populations involved achieve the same living standard, one that is also closer to EU standards.
     
GROTTAGLIE   GROTTAGLIE
L’origine di Grottaglie (dal latino Cryptae Aliae = molte, diverse grotte) va ricercata negli insediamenti rupestri che si sono susseguiti nella zona fin dal periodo del Paleolitico.
I primi gruppi umani abbandonarono man mano le profondità delle “gravine” per occupare le alture isolate sulle quali stabilirono i loro villaggi fortificati. Sorsero così vari casali tra cui Casale Cryptalearum, nucleo primigenio dell’attuale centro storico di Grottaglie.
I Normanni (XI sec.) donarono alla Mensa Arcivescovile tarantina il Casale. Sul finire del XIV sec. il feudo episcopale fu dotato di mura di fortificazione, assieme al Castello e alla Chiesa Matrice.
Difficoltà e crisi politiche portarono dal XV al XVII secolo ad una “coabitazione” di due giurisdizioni feudali differenti: una vescovile ed una laica. Il XVII secolo conobbe anni di miseria e di difficoltà sotto la mal tollerata dominazione spagnola.
Lotte di giurisdizione tra Arcivescovi di Taranto e feudatari laici e ripetute sollevazioni popolari, caratterizzarono il secolo successivo fino all’abolizione della feudalità. Un clima di disorientamento politico generale ed il nascente fenomeno del brigantaggio accompagnarono la prima espansione urbana “fuori le mura”, fino al periodo unitario, a partire dal quale le vicende di Grottaglie si accomunano a quelle di molti centri simili nel Meridione d’Italia.
 
Some history The origin of Grottaglie (from the Latin «Cryptae Aliae» = many, different grottos) can be found in rupestrian settlements that followed one another in the area ever since the Palaeolithic era.
The first human groups gradually abandoned the depths of the “ravines” in order to settle in the isolated hills on which they created their fortified villages. In this way several hamlets were formed including Casale Cryptalearum, a primitive centre of the current town centre of Grottaglie.
The Normans (11th century) donated the Hamlet to the Archbishop’s Re- fectory of Taranto. At the end of the 14th century, the Bishop’s feud was fitted with a reinforcement wall, together with the Castle and the Chiesa Matrice (Main Church).
Difficulties and political crises from the 15th to the 17th century resulted in the “cohabitation” of two different feudal jurisdictions: one was Episcopal and one was lay. The 17th century was very difficult and poor under the badly tolerated Spanish domination. Jurisdiction battles among the Archbishops of Taranto and lay feuds and constant popular upheavals characterised the following century until the abo- lition of feuds. A climate of general political disorientation and the growing phenomenon of banditry accompanied the first urban expansion “outside of the walls”, up until the unitary period when the events of Grottaglie were shared with those of many similar centres in Southern Italy

La produzione ceramica locale Per molti secoli l’attività ceramica è stata la principale fonte economico - produttiva dei grottagliesi. Secondo alcuni dati sto- rici, infatti, alla fine del ‘700 si contavano 42 fabbriche e una popolazione di addetti di circa 5000 unità. È stata l’abbondanza di argilla nel territorio che ha inizialmente favorito lo sviluppo dell’artigianato figulino.
Le radici della produzione artistico-artigianale affondano in un passato lontanissimo, stando ai numerosi reperti ceramici risa- lenti all’età classica e magno-greca.
Per lungo tempo l’attività fu prevalentemente a carattere artigianale, volta alla produzione di laterizi e di suppellettili di uso quotidiano. La diffusione della produzione di maioliche a Grottaglie è databile a partire dal ‘700, con la conseguente specializzazione in due filoni, l’«arte ruagnara» e l’«arte faenzara»: il primo inerente alla produzione d’uso comune, con un forte legame al mondo contadino, il secondo a carattere decorativo ed ornamentale, rivolto ad un uso più elitario. Attualmente le tipologie e le tecniche produttive tendono co- munque ad integrarsi e ad incrociarsi anche nelle stesse botte- ghe, dove i ceramisti, non più suddivisi in categorie, lavorano quotidianamente alla sperimentazione e alla ricerca di nuove forme espressive.
 
For many centuries, ceramic activities have represented the main economic- production source for Grottaglie. According to historical figures, at the end of the eighteenth century there were 42 factories and a population of approxima- tely 5,000 employees.
The abundance of clay in the area initially favoured the development of the so-called figulino (potter) artisan activities.
The roots of artistic-artisan production go back very far, according to the huge amount of ceramic findings that date back to the classical and Magno- Greek era.
For a long time activities were mainly of an artisan nature, aimed at the production of bricks and accessories for everyday use. Diffusion of the production of majolica in Grottaglie dates back to the beginning of the ei- ghteenth century, with subsequent specialisation in two fields, “arte ruagnara” and “arte faenzara”: the first related to the production of common use with strong connections to the world of agriculture; the second is of a deco- rative and ornamental nature, aimed at a much more elite use (Fig. 56). The production types and techniques currently tend to integrate and inter- twine in the same workshops, where the ceramists, no longer divided up into categories, work everyday towards the experimentation and research of new forms of expression.



                                      
Partner: Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza (MIC) Museum of Applied Arts (MAA), Belgrado (Serbia) Museum of Arts and Crafts (MUO), Zagabria (Croazia) Museo di Grottaglie Accademia delle Arti, Facoltà di Arti Figurative, Tirana (Albania) Provincia di Ravenna Museo d’Arte della città di Ravenna (MAR) Università Ca’ Foscari di Venezia, Facoltà di Archeologia Università di Ferrara, Dipartimento di Economia Istituzioni Territorio Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna (IBACN) Soprintendenza di Bologna (SBA)
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